
Millenovecentoottantasei.
Roma.
Lauréntino trentotto.
Elìa a sei anni conosce già l'angoscia del dispetto.
E vuole soltanto una cosa:
Tornare a casa.
Sei anni appena, una storia già pesante,
Nato per errore da una coppia indecente,
Anna e Giuda davanti alla realtà,
Per Elìa manco la carità, pura e cruda verità.
Un figlio nato quando il mondo era acerbo,
Un futuro da costruire diventato scerbo,
Lei cerca vita, nuova, post incidente
Lui una donna che lo voglia veramente,
Non capisce le parole, non conosce i loro giochi,
Vede adulti fare scelte che a pagarle sono i pochi,
Vuole solo una carezza, una stanza, un po' di pace,
Una madre che lo stringa, un padre che gli dica sei capace.
Ma la vita gli consegna muri sporchi e cemento,
Un negozio abbandonato, il degrado, il malcontento,
Lauréntino nella notte, puzza, polvere e facce storte,
Da fuori Roma sembra eterna, da dentro invece si trasforma.
E quando il buio scende ed ogni rumore sembra enorme,
Elìa stringe il cuscino e si fa piccolo, non dorme.
Prima o poi arriva l'alba,
prima o poi la notte passa,
Se la vita ti schiaccia,
Tu resisti, non ci si abbassa.
Prima o poi arriva l'alba,
Anche in fondo alla paura,
Elìa ha sei anni appena,
Ma nel petto un'armatura.
Grande finestra, stelle ferme sopra Roma,
Piccolo uomo che le guarda, mentre il sonno non lo sfiora,
Perché gli altri hanno casa? Perché lui non ce l'ha?
Non conosce egoismo, non conosce verità.
Non comprende l'indifferenza, non comprende la distanza,
Vuole solo ciò che spetta a ogni figlio Solo nella stanza.
Poi fa finta di dormire, sente il buio che si muove,
Qualche urlo nella notte, qualche rumore che lo scuote,
Qualcuno cerca di ferirlo, lui rimane zitto e aspetta,
Non perché sia senza forza, ma perché la forza è stretta.
Stretta dentro al petto, dentro agli occhi, dentro al fiato,
Ogni minuto è un mattone, ogni secondo è congelato,
Ma non trema, non si arrende, non implora quella notte,
Ha una sola idea in testa: “Via di qua, sennò Li prendo a Botte!”.
E allora prende i vestiti che aveva prima sistemato,
Comprese le scarpe dal fondo decisamente consumato,
Apre piano quella porta, guarda fuori, prende fiato,
Sei anni appena, ma scappa come un laureato.
Tre di notte.
Roma dorme.
Lui cammina.
Non si volta.
Non c'è paura nei suoi passi,
Solo voglia di salvarsi.
Prima o poi arriva l'alba,
prima o poi la notte passa,
Se la vita ti schiaccia,
Tu resisti, non ci si abbassa.
Prima o poi arriva l'alba,
Anche in fondo alla paura,
Elìa ha sei anni appena,
Ma nel petto un'armatura.
Sotto un ponte.
La luce del lampione.
Una cabina.
Una cornetta ed un gettone
Tre di notte.
Una voce stretta.
Sono Elìa...
Sono per strada.
Vieni a prendermi,
Che Anna è andata
Roma scorre dai finestrini, bella, immensa, addormentata,
Mentre quella Fiat verde porta Elìa verso casa,
Lui si arrende al sonno finalmente, senza allarme,
Perché quando sei tra le braccia giuste è confortante.
E il Santo non gli dice “sarà tutto sistemato”,
Non gli vende una promessa, non gli dice “è già passato”,
Fa una cosa molto semplice, quella che fa un uomo vero:
Se vuoi bene a una persona, la proteggi e ne vai fiero
Passando gli anni Elìa cresce con una domanda,
Perché la vita è ingiusta e parecchio tremenda?
Anna aveva scelto altro, Giuda anche un'altra direzione,
Lui cercava un'altra casa, un'altra vita, un'altra situazione,
Ma un bambino non è un debito, non è peso, non è colpa,
Non è carne da lasciare quando un adulto cambia rotta.
Prima o poi arriva l'alba!
Elìa lo sa bene!
Ha attraversato la notte
Manco fosse un cane!
Prima o poi arriva l'alba!
E stavolta sceglie lui!
Di sicuro non ritorna in quei quadrati suoi!
Senti Anna! senti Giuda!
Non c'è pace da cercare,
Non c'è storia da ricucire,
Non c'è niente da salvare.
Solo la giusta punizione da subire
Avete lasciato Elìa
Nel buio di una notte,
Che siate maledetti anche dopo la morte
Prima o poi arriva l'alba!
Questa volta è già arrivata!
La notte gli ha tolto tanto,
Ma non l'anima prelibata!
E se Elìa potesse tornare
Se quella finestra si riuscisse ad aprire,
Gli direbbe soltanto
Cammina fiero perché è un momento,
Passerà tutto quanto,
Tranquillo, piccolo Elìa, sei il più forte, Si vede, sei un portento
Testo originale in italiano.
